FOTOGRAFARE IN VIAGGIO 10 consigli utili

Quant’è bello viaggiare, scoprire nuovi posti, visitare incantevoli città, gustare cibi e pietanze particolari. Di certo un viaggio è un esperienza che ti colma, che ti fa crescere divertendoti. Una moltiplicità di momenti, sensazioni e colori che non ti scorderai mai…forse.

Ecco ciò che rendere veramente indimenticabile un viaggio è la fotografia. Immortalare in un immagine un minimo istante che se rivisto genera in te le stesse emozioni provate in quell’istante e probabilmente anche un po’ di malinconia.

In questa guida ho deciso di elencarvi dei punti brevi ma fondamentali da seguire se si vuole immortalare il propio viaggio con delle fotografie.

Punto 1: Avere sempre con sé una macchina fotografica

Semplice direte, quasi scontato. Ma voi non sapete quante volte mi sono mangiato le mani per non essermi portato dietro la mia reflex. E’ un punto così scontato che vi dirò, il più delle volte non viene rispettato. Ogni momento potrebbe essere un buon momento per scattare una foto perciò non scordatevi mai la vostra macchina fotografica.

“Consiglio inutile” penseranno molti di voi “ai giorni d’oggi ogni telefono è dotato di una fotocamera se non due”.  Vero, come darvi torto, probabilmente sarò strano io che preferisco portarmi un aggeggio pesante, che però mi regala molte più soddisfazioni.

Punto 2: Cogliete l’attimo

Vi è mai capitato di vedere un animale davanti a voi, un qualcosa di raro, qualcosa che vi scaturisce emozioni solo a vederlo, decidete di fotografarlo ma il tempo che tirate fuori la macchina fotografica dallo zaino che l’animale è scappato, il momento è svanito e non vi resta che il ricordo.

Ecco questo punto si ricollega al precedente, ogni momento potrebbe essere un buon momento da immortalare. Bisogna essere svelti, avere la macchina fotografica a portata di mano e cogliere l’istante prima che vi sfugga da davanti gli occhi.

Punto 3: Studiare la composizione

Attenzione con la parola studiare non intendo che dobbiate comprare un libro sulla fotografia, cercare sull’indice la sezione composizione e studiarla finché non l’avrete imparata a memoria. Anche se ciò potrebbe esservi utile

Con studiare la composizione intendo dire di guardarvi intorno, analizzare tutti gli elementi del paesaggio circostante e cercare la composizione giusta per la vostra foto. Sperimentate, cambiate posizione, cambiate soggetti, capite quale può essere la composizione giusta per la vostra foto.

Punto 4: Rendete unica la vostra foto

Partiamo subito con un esempio: Siete davanti ad una chiesa stupenda o ad un monumento importante. Vi verrà spontaneo fotografare la facciata per intero, in una foto frontale, piatta, una di quelle foto che si trovano nei libri di storia dell’arte, per capirci.

Quello che vi consiglio è cambiare angolazione, cambiare tipo d’inquadratura o  introdurre altri elementi nella foto. E’ la foto che deve essere bella non ciò che fotografiamo.

Punto 5: Emozioni

Il soggetto non è la cosa più importante in una fotografia, non lo sono neanche gli elementi o l’inquadratura o i colori o ancora la luce. Sono di certo tutti elementi fondamentali. Ma la cosa più importante sono le sensazioni che vi regala una foto.

Potrà sembrare banale, assurdo o semplicemente una cavolata, ma quando guardi una foto, di primo impatto, non elabori di certo un analisi menatale della fotografia, semplicemente provi delle emozioni, e sono proprio le emozioni che provi le vere protagoniste.

FOTOGRAFARE: La doppia cornice

Scattando una fotografia incorniciamo una scena, che sia un paesaggio oppure un ritratto, quando scattiamo con la macchina fotografica un momento anche breve viene incorniciato dai lati e gli angoli del formato fotografico.

Il formato fotografico perciò costituisce la prima cornice della nostra foto. Una corniche semplice formata da quattro lati retti e quattro angoli. Una cornice troppo semplice ripensadoci.

Allora, come si può rendere una foto più interessante nonostante la solita cornice rettangolare? Facile, utilizzando una doppia cornice.

img_0154

 

La doppia cornice è una semplice tecnica fotografica che consiste nel porre all’interno della scena fotografica una seconda cornice, che ci permetterà di rendere più efficace l’effetto fotografico.

Potete trovare cornici ovunque e a qualsiasi distanza dalla fotocamera. Basta solo cercarle. Che sia una porta, un entrata di un negozio, un apertura tra gli alberi all’orizzonte, qualunque elemento naturale o artificiale presente nella scena potrebbe diventare la vostra seconda cornice.

Non è necessario che una cornice sia rigidamnete definita. Talvolta, anche delle ombre possono creare cornici img_9972interne, come ad esempio quelle di archi illuminati posteriormente o di finestre che lasciano entrare la luce proiettandola sul pavimento.

Per scegliere la cornice migliore non ci sono regole, basta affidarsi al proprio istinto fotografico e cercare, in base alle preferenze, la cornice che rasalta maggiormente il vostro soggetto.

Assucuratevi però che la forma della cornice scelta conferisca carattere all’immagine, come per esempio l’entrata di un neozio fiancheggiata da prodotti in esposizione crea una cornice più interessate di una semplice porta.

Per incorniciare un soggetto potreste inoltre utilizzare forme e contrasti di img_9235colori e tonalità. Potete utilzzare cornici in primo piano, per conferire una maggiore profondità all’immagine.   O ancora potete usare cornici sullo sfondo, isolando e spostando l’attenzione, su un soggetto in primo piano.

 

Le possibilità sono pressochè infinite, sta a voi scegliere la cornice adatta. Ma attenti all’esposizione, misurate l’intensità della luce sul soggetto principale e non sulla cornice.

FOTOGRAFARE: La collocazione del soggetto

Gli elementi principali che consentono di controllare la composizione fotografica sono: la distanza, il punto di ripresa e l’angolatura. Spostando la fotocamera più in alto o più in basso si altera la composizione fotografica, si modifica il rapporto tra un area e un altra e muta la posizione degli elementi.

Immaginiamo di guardare attraverso il mirino della fotocamera, davanti a noi c’è un paesaggio di mare in cui l’acqua all’orizzonte lascia spazio al cielo. Muovendo la fotocamera possiamo decidere se riprendere una porzione maggiore di cielo e minore di mare o viceversa.

Inquadrare la linea d’orizzonte

L’orizzonte è l’elemento divisorio tra le zone di un paesaggio e rispetto a come lo inquadriamo otteniamo risultati fotografici diversi.

Orizzonte centrale: Inquadrando una scena mantenendo la linea d’orizzonte centrale otterremo una fotografia equilibrata in cui gli elementi sopra e sotto l’orizzonte si dividono il fotogramma.

476603640

 

Orizzonte basso: Puntando la fotocamera verso l’alto, la linea d’orizzonte si sposta verso la parte inferiore del fotogramma. Gli elementi sopra l’orizzonte, come il cielo, occupano una parte maggiore dell’inquadratura.kenya Ciò crea una sensazione di maggiore apertura, ma bisogna fare in modo che la parte inferiore della fotografia abbia un sufficiente impatto tonale, per conferire stabilità ed equilibrio alla composizione.

 

 

 

Orizzonte alto: Puntando la fotocamera verso il basso, otterremo invece l’effetto contrario a quello precedente. La linea d’orizzonte sarà collocata sopra la metà del fotogramma

219386241-alto-palatinato-bosco-misto-orizzonte-di-terra-paesaggio-collinarementre la parte dominante sarà ciò che è sotto l’orizzonte.

 

Questa divisione asimmetrica conferisce una maggiore varietà all’immagine, la porzione di cielo sarà minima e lo sguardo verrà incentrato sugli elementi sotto la linea dell’orizzonte.

La regola dei terzi

Suddividendo il fotogramma, con delle ipotetiche linee, in tre parti uguali verticalmente e orizzontalmente, creando così una griglia, vi potrete fare un migliore idea su come collocare al meglio i vari elementi della scena.

regolaterzi111-1

I soggetti inquadrati sui punti d’intersezione tra le linee della griglia, produrranno un effetto di maggiore interesse. La composizione fotografica migliore se il soggetto principale è collocato lateralmente anziché centralmente.

Le divisioni naturali

Abbiamo già visto come spezzare l’immagine per migliorare la composizione fotografica tramite la linea d’orizzonte. Una linea retta che divide orizzontalmente il fotogramma.   Ma img_9891esistono anche vari modi di creare divisioni verticali.

Il lato di un edificio fotografato parzialmente, la porzione verticale di una finestra o di una porta, una rampa di scale, sono tutti elementi che possono essere adottati per creare linee di divisione verticali.

 

FOTOGRAFARE: L’ inquadratura

L’inquadratura è il miglior mezzo per scegliere e controllare la composizione fotografica. Bisogna trovare la giusta angolazione, il giusto punto di vista per fotografare un soggetto.

Spostare il punto di ripresa dall’alto al basso, da destra a sinistra cambia completamente il modo in cui i soggetti sono rappresentati. Se riprendiamo una scena dall’alto per esempio, può modificare lo sfondo ed enfatizzare le superfici orizzontali.  Un punto di vista dal basso invece produce l’effetto opposto.  Avvicinandoci o allontanandoci dal soggetto invece influisce sulle proporzioni e sulle dimensioni di ciò che fotografiamo.

Le possibili inquadrature sono infinite, ma come scegliere quella giusta? Come si può trovare il punto di vista di maggiore impatto?

Ovviamente la migliore inquadratura non è universale ma varia continuamente rispetto al soggetto, all’ambiente, all’illuminazione della scena. Perciò sta a voi trovare il punto di vista che fa al caso vostro. Il modo migliore per farlo è girare intorno al soggetto e fotografarlo da diverse inquadrature. Spesso anche minimi spostamenti di macchina hanno un profondo effetto sul risultato finale.

img_9178

Vediamo ora alcuni trucchi fotografici.

Riempire l’inquadratura

Assicuratevi che il soggetto riempia l’inquadratura, a prescindere dal punto di vista che avete scelto. La foto non deve risultare vuota.

Primi piani

Se avete difficoltà a fotografare il soggetto con uno sfondo libero e senza elementi indesiderati, anziché riprendere l’intero soggetto avvicinatevi ad esso e concentratevi solo su una parte. Escludendo così elementi che distolgono l’attenzione dall’osservatore.

marilyn-monroe-primo-piano

Ripresa dall’alto

Se ricercate un effetto più particolare un inquadratura dall’alto potrebbe essere la scelta la-bellezza-di-tokyo-e-new-york-viste-dallalto-di-navid-baraty-new-york-1giusta per una foto un po’ più artistica. Il cielo può essere completamente escluso in caso di tempo nuvoloso.

 

Ripresa dal basso

Una foto dal basso da una maggiore espressività alla foto, accentua l’atmosfera colta. img_9318Un’inquadratura del genere può privare le figure di personalità ed evidenziare elementi insoliti. Inoltre fotografare una persona dall’alto verso il basso contribuisce a slanciarne l’aspetto.

 

FOTOGRAFARE #2: Illuminare un ritratto

Per completare l’articolo scorso sul ritratto fotografico oggi affronteremo il tema dell’illuminazione di una scena fotografica. Una buona illuminazione per una fotografia cambia completamente il risultato. Perciò bisogna armarsi di qualche fonte di luce e trovare la posizione ottimale per illuminare il soggetto.

Le tecniche che vi descriverò servono ad ottenere un ritratto ottimale in interno, mentre in esterno le cose cambiano, in quanto non possiamo controllare le fonti di luce quali il sole e i lampioni.

Vediamo quindi come avere una buona illuminazione del soggetto nelle circostanze in cui ci si trova.

Illuminazione frontale

E’ un tipo di illuminazione classica, in cui puntando la luce frontalmente rispetto al soggetto. Otterremo così alcuni elementi della faccia, come naso occhi e bocca, completamente illuminati e lucenti andando a scurire elementi del fondo del viso come orecchie, capelli e collo.

a_1363

Illuminazione lateraleimage5

Un alternativa di maggiore impatto la possiamo ottenere ponendo la fonte di luce lateralmente. Il volto del soggetto verrà così illuminato a metà, lasciando la metà opposta in ombra.

Un tipo di illuminazione tale genera nel volto del soggetto un forte contrasto rendendo la foto più interessante, accentuando l’espressività del volto.

Due tipi di illuminazione

Se la luce solare lo permette è possibile giocare con un effetto di luce a più punti d’illuminazione. Una luce naturale di leggero impatto posta dietro il soggetto illuminerà la l’ambientazione in cui ci si trova.

Aggiunta un’altra fonte di luce frontalmente o lateralmente, regalerà un fantastico gioco di luci ottenendo un illuminazione quasi totale e ben equilibrata.

ritratto-particolare

La luce riflessa

Se vi trovate in una zona con delle pareti bianche potrete utilizzare un tipo di illuminazione riflessa. Infatti puntando una fonte di luce contro un muro bianco quest’ultimo rifletterà la luce ad un soggetto posto lì accanto.

Questa tecnica vi permetterà di ottenere un effetto più leggero rispetto all’illuminazione diretta del soggetto.

Questi sono ovviamente solo alcune delle tecniche di illuminazione applicabili per ottenere un buon ritratto. Ma se ne possono sperimentare e applicare tante altre in alternativa, e il vostro occhio fotografico vi dirà qual’è la più adatta.

 

 

FOTOGRAFARE #1: Il ritratto

 

Fotografare un espressione, un volto, una faccia potrebbe sebrare una cosa semplice, una fotgrafia di poco conto, ma non è così. Il volto di una persona è lo specchio della sua anima, fornisce indicazioni su stati d’animo, sentimenti ed emozioni. Ed è prorio questo che rende diffcile i ritratto fotografico.

Per eseguire un buon ritratto non basta prendere svogliatamente la macchina fotografica in mano e fotografare un primo piano di una faccia. Un bravo fotografo deve riuscire a racchiudere in uno scatto tutte le emozioni che vengono sprigionate da un espressione.

Per fare ciò bisogna avere una bona conoscenza in campo fotografico e illuministico ma non disperate con questa guida potrete  arrivare a produrre ritratti fotografici professionali avendo solo un minimo di consoscenza ed esperienza nel settore.

cublanco_01

Lo sfondo

Molti di voi potranno pensare: “Ma io voglio fare un bel ritratto, cosa c’entra lo sfondo adesso?”. Lo sfondo c’entra eccome, sono ache le piccole cose che distinguono una buona fotografia da una scarsa. Un giusto sfondo in relazione con il volto da ritrarre fa la differenza.

Bisogna trovare una correlazione per quanto possibile tra lo sfondo e il soggetto da fotografare. Bisogna però evitare che lo sfondo domini il soggetto rischiando che quest’ultimo perda l’attenzione dello spettatore. Di solito la scelta di molti fotografi è uno sfondo uniforme di colore bianco o nero, oppure colorato, per dare una maggiore epressività allo scatto ma non troppo intenso.

Il soggetto

Il soggetto da rappresentare deve sentirsi a suo agio nell’ambiente fotografico. Lo scatto non deve essere forzato e sopratutto l’espressione, scaturita da un emozione, non deve sembrare finta.

Se vi capita di lavorare con persone non professioniste nel settore, il soggetto potrebbe non trovarsi a suo agio davanti alla fotocamera e regalarvi delle espressioni che non conferiscono emotività. Per mettere a suo agio un soggetto una soluzione pocorso-fotografia-ritratto-2trebbe essere parlarci, così da prendere confidenza con il fotografo e scordarsi di essere davanti ad una macchina.

 

Angolazione e messa a fuoco

Molto importante per una buona fotografia è trovare l’agolazione giusta per scattare. Questa posizione è da trovare a seconda dei tratti del viso e dell’effetto che si vuole ottenere. Per esempio si potrà allungare il naso e ridurre la fronte utilizzando un’angolazione dal basso. Mentre riprendendo frontalmente un naso, di natura largo, si allargherà ancora di più. Si può scegliere l’angolazione più adatta ai tratti somatici di una persona, ottenendo vari effetti e leggere ditorsioni ottiche.

In linea generale la messa fuoco va eseguita sugli occhi sitemando poi adeguatamente la profondità di campo. Se gli occhi sono ben messi a fuoco otterremo già un ritratto accettabile. Se si vuole ridurre l’importanza e la definizione di uno sfondo una messa a fuoco selettiva vi aiuterà a dirigere lo suardo dello spetatore verso il soggetto.

Un altro punto fondamentale per riuscire a scattare un buon ritratto è l’illuminazione che tratteremo nel prossimo capitolo.